L’osteoartrite? Un’insidia poco conosciuta, e a cui si lascia troppo spazio

L’osteoartrite? Un’insidia poco conosciuta, e a cui si lascia troppo spazio 906 563 flexadin Advanced

I nostri cani e gatti sono sotto i nostri occhi tutti i giorni: giochiamo con loro, li osserviamo in casa e all’aperto, diamo loro da mangiare. Nonostante tutto questo, però, non è sempre facile capire se il nostro amico a quattro zampe ha un problema di salute.

Lo evidenzia anche un questionario che abbiamo rivolto a proprietari di cani e gatti, dal quale emerge come l’osteoartrite e i suoi sintomi siano troppo spesso ignorati, o addirittura non conosciuti: tra gli intervistati (2 su 3 sono proprietari di cani), infatti, la stragrande maggioranza (56%) ha ammesso di non sapere se il proprio animale soffre di osteoartrite, mentre il 21% ha confermato che il proprio animale da compagnia ha questa patologia.

Qualche dato

Strettamente correlato alla salute delle articolazioni dei nostri animali c’è anche lo svolgimento di regolare attività fisica, che spesso va incentivata e stimolata proprio dal proprietario: qui invece, tutti gli intervistati, dovendo indicare su una scala da 0 a 10 il livello di “sportività” del proprio cane (dove 0 indica la sedentarietà), hanno risposto con un valore medio-basso (tra 0 a 6). Non si tratta di un segnale positivo, che si accompagna al 15% che ha dichiarato che il proprio animale è “sovrappeso” (un terzo ne attribuisce la responsabilità proprio alla scarsa attività fisica): infatti, anche in questo caso viene chiamato in causa uno dei fattori che più mettono a rischio le articolazioni dei nostri animali, ovvero l’eccessivo peso.

Alla domanda sul trattamento effettuato, il 75% dei proprietari ha confermato di affidarsi a mangimi complementari; solo il 45%, invece, si basa su controlli periodici del peso o farmaci, come infiammatori e analgesici.

In sintesi

Valutazioni specifiche in questo senso, ovviamente, devono venire da uno specialista; ma d’altra parte, non è nemmeno giusto attribuire esclusivamente al veterinario il compito di individuare i primi sintomi della patologia: trattandosi di animali con i quali, per l’appunto, viviamo a stretto contatto, la segnalazione può (e talvolta deve) venire proprio da noi!