I fattori di rischio dell’Osteoartrite

I fattori di rischio dell’Osteoartrite 1024 743 flexadin Advanced

L’osteoartrite è una patologia complessa, la cui origine ad oggi è oggetto di discussione. Quello che è ormai certo è che non esiste una sola causa, ma un insieme di cause che ne aumentano il rischio d’insorgenza. Ecco perché è definita patologia “multifattoriale”.

Vediamo quali sono i fattori maggiormente coinvolti nell’insorgere di questa patologia, sia nel cane che nel gatto.

Genetica

Il fattore genetico risulterebbe, secondo recenti studi, uno dei maggiormente coinvolti all’origine della patologia, caratterizzandone la forma “primaria”.
Nel cane, risulta chiaro che molteplici fattori genetici possono contribuire all’incidenza e alla gravità dell’osteoartrite e che questi possono differire a seconda dell’articolazione, del sesso e delle razze specifiche. Data la varietà di geni candidati che predispongono all’osteoartrite, più geni possono contribuire insieme allo sviluppo della malattia. Gli stessi sono stati associati all’espressione di patologie predisponenti l’osteoartrite come le displasie o la lassità legamentosa.
E’ inoltre accertato come l’espressione fenotipica di questi geni è altamente influenzata dai fattori ambientali. Ciò significa che la presenza/assenza dei geni studiati non dà assoluta certezza di malattia così come di ereditabilità.
Anche per il gatto studi di genetica e di proteomica hanno confermato la componente poligenica alla base della patologia. Due forme sono state identificate come primarie nel gatto: l’osteocondrodisplasia dello Scottish Fold e la mucopolisaccaridosi (MPS).

Razze

Fortemente legato al fattore genetico, risulta essere la predisposizione di razza.
Le razze canine maggiormente predisposte ad osteoartrite sono prevalentemente di media-grande taglia. Razze molto colpite risultano essere i Labradror Retriever, Golden Retriever, Boxer, Pastore tedesco, Rottweiler, Sharpei, Setter inglese e razze grandi e a rapido accrescimento come San Bernardo, Pastore del Bernese, Pastore dell’Asia centrale.
Le razze feline maggiormente predisposte allo sviluppo della patologia sono lo Scottish Fold, il Maine Coon, così come il Persiano e il Siamese. Ancora le razze Abissino e il Devon si sono dimostrati predisposti a lussazione della rotula, mentre il Burmese a displasia di gomito. La predisposizione a forme ortopediche primarie (es. displasie) si traduce in predisposizione a sviluppo di osteoartrite.

Età

L’età è un fattore cruciale nell’ambito di una patologia cronica come l’osteoartrite. Sia la fase dell’accrescimento che la fase di invecchiamento influenzano in maniera importante l’insorgenza e la progressione della patologia. Durante la vita del cucciolo è importante preservare la salute delle articolazioni con una buona alimentazione e un adeguato esercizio fisico, al fine di favorire un accrescimento armonioso dell’apparato muscoloscheletrico. Anche l’invecchiamento influenza la struttura dei tessuti articolari, compresa la cartilagine. Man mano che i condrociti invecchiano, riducono il loro metabolismo, riducendo le loro capacità di sintetizzare i normali costituenti dell’articolazione e favorendo la perdita di tessuto. Nel complesso, l’invecchiamento è associato a molteplici cambiamenti a livello di tutti gli organi: l’attività cellulare diminuisce, i meccanismi di riparazione diminuiscono, mentre le cellule del sistema immunitario aumentano la liberazione di molecole pro-infiammatorie (inflammaging).

Peso corporeo – obesità

Il peso corporeo sembra aumentare il rischio di osteoartrite ed alcune patologie scatenanti l’osteoartrite come la displasia dell’anca. In uno studio effettuato su una coorte cani di razza Boxer, è stato riscontrato che un elevato peso alla nascita è associato ad un aumento del rischio di sviluppo di segni clinici ascrivibili a displasia dell’anca. In un ulteriore studio, il rischio di rottura del legamento crociato craniale è stato trovato aumentato nei cani con un peso corporeo più elevato rispetto alla norma. Di contro, la restrizione dietetica è stata dimostrata utile nel migliorare l’outcome del paziente affetto da osteoartrite.

Il sovrappeso e l’obesità possono rappresentare una causa primaria di insorgenza dell’osteoartrite sia per l’aumento del carico sull’articolazione (componente meccanica) sia perché il tessuto adiposo rilascia sostanze (proteine bioattive, immunemolecole e mediatori infiammatori chiamati adipochine) che hanno un ruolo chiave nello sviluppo di questa patologia.

Anche malattie metaboliche come il diabete, l’insulino-resistenza, l’ipotiroidismo, rientrano nelle sindromi metaboliche che possono coinvolgere differenti tessuti tra cui il tessuto articolare. Pertanto se il tuo animale soffre di malattie metaboliche come quelle citate potrebbe presentare alterazioni di movimento, legate all’insorgenza di osteoartrite.

Sesso e sterilizzazione

L’associazione tra sesso e osteoartrite nei cani e nei gatti non è stata ben definita. Alcuni studi suggeriscono che gli estrogeni prodotti dall’ovario hanno un effetto protettivo nei confronti della cartilagine. Sembra che, nel complesso, la sterilizzazione possa aumentare il rischio di osteoartrite sia nei cani che nei gatti, probabilmente in seguito al venir meno dell’azione protettiva degli ormoni sessuali. Nel gatto sembrerebbe maggiormente colpito il sesso femminile.

Esercizio, alimentazione e ambiente

I fattori ambientali, come esercizio, alimentazione e le condizioni in cui vivono cani e gatti, possono contribuire al rischio o alla progressione dell’osteoartrite. L’esercizio fisico è un fattore importante sia per la genesi che per il controllo di osteoartrite nel cane. Nei cani attivi e soprattutto nei cani da lavoro, l’incidenza di osteoartrite dovuta a traumi acuti o a ripetuti microtraumatismi è alta, e viene considerata come causa acquisita e secondaria di osteoartrite. Infatti questo tipo di cani sono classificati come “a rischio” di sviluppare questa malattia. Di contro, la diminuzione della forza e della mobilità nei pazienti affetti da osteoartrite innesca un circolo vizioso, che esacerba la malattia nel tempo. Si è visto che una corretta attività fisica, programmata e graduale, nei cani affetti da osteoartrite è un punto cruciale per favorire l’escursione articolare, migliorare la muscolatura e di conseguenza rallentare la patologia, migliorando la qualità della vita del soggetto. Attenzione però, una quantità sregolata di esercizio potrebbe portare ad una condizione di peggioramento. Per quanto riguarda la nutrizione, è stato dimostrato che un elevato apporto alimentare di grassi e un’elevata percentuale di energia derivata dai grassi sono fattori di rischio significativi per l’insorgenza di osteoartrite. Lo squilibrio di calcio e fosforo è spesso suggerito come un fattore che potrebbe influenzare l’insorgenza di patologie ortopediche dell’accrescimento specialmente nelle razze grandi e giganti, che hanno tassi di crescita elevati, con l’esito di quadri di osteoartrite molto gravi.

Patologie ortopediche

L’osteoartrite nella sua forma “secondaria” si esprime come esito patologico dovuto all’insorgenza di patologie ortopediche primarie. Incongruenza articolare e displasie (es. anca o gomito) sono considerati fattori predisponenti l’osteoartrite sia nel cane che nel gatto. Anche i traumi che coinvolgono direttamente o indirettamente l’articolazione possono contribuire al determinismo della patologia. Uno screening attento e precoce del proprio animale fin da cucciolo potrebbe essere di aiuto nel diagnosticare precocemente tali patologie e trattare fin da subito l’osteoartrite, ancor prima che insorgano i segni clinici più gravi.