STORIA

L’interesse per l’utilizzo del collagene di pollo per la salute delle articolazioni è iniziato due decenni fa grazie alla ricerca e successiva scoperta da parte di un ricercatore che cercava sollievo per l’artrite reumatoide di sua figlia.

“Alla giovane figlia del Dr. Moore, Anne Marie, fu diagnosticata l’artrite reumatoide all’età di 8 anni, e le sue condizioni peggioravano nel corso degli anni; un giorno il Dr. Moore lesse alcuni studi che dimostravano che il collagene di pollo poteva alleviare il dolore. Il dottor Moore, un ingegnere chimico, iniziò a studiare quali forme di collagene di pollo potessero produrre questi effetti. Le sue indagini mostrarono che solo quando piccole quantità di collagene di pollo venivano ingerite producevano un effetto preventivo. Armato di queste informazioni, il dottor Moore trasformò la sua cucina in un laboratorio e cominciò a sviluppare preparati di collagene da polli acquistati in negozio. Scoprì che se cuoceva il collagene, questo diventava inefficace. Così sviluppò un metodo per una forma non denaturata della cartilagine dello sterno del pollo che era efficace per migliorare le condizioni di sua figlia.”

COME FUNZIONA?

Il meccanismo d’azione si basa sulla modulazione del sistema immunitario, mediante la “tolleranza orale”. Quest’ultima è un meccanismo immunitario fisiologico (normale), messo in atto dall’organismo per differenziare componenti innocue (es. proteine della dieta, microflora intestinale ecc) da componenti estranee, potenzialmente dannose. Tale processo avviene a livello intestinale, nel tessuto linfoide associato all’intestino (GALT), in particolari aree note come placche di Peyer.

A tale livello contribuisce alla creazione di linfociti T regolatori, che hanno come bersaglio specifico il collagene di tipo II. Una volta in circolo tali cellule raggiungono l’articolazione e riconoscono il collagene di tipo II endogeno, rilasciando mediatori antinfiammatori, che insieme contribuiscono a ridurre l’infiammazione e la degradazione della cartilagine.

Come somministrarlo

Grazie al suo meccanismo di azione unico l’UC-II non deve essere assorbito dall’organismo (per cui non viene somministarto in funzione del peso.
Ma ne basta una minima quantità una volta al giorno (indipendentemente dal peso)
Quest rende i prodotti a base di questo ingrediente estremamente convenienti

Studi Clinici
a supporto

Studi nel cane hanno dimostrato l’efficacia di UC-II® nel migliorare la mobilità, ridurre il dolore articolare ed aumentare il comfort del paziente con OA, impedendo al sistema immunitario di attaccare e danneggiare la cartilagine articolare.

Altri studi ne hanno attestato la sicurezza (come tutti i mangimi complementari) e la superiorità rispetto ai normali condroprotettori a base di glucosamina e condroitinsolfato* in corso di osteoartrite.

*gupta

COME E QUANDO USARLO?

L’UC-II può essere usato in pazienti sani e sottoposti a sforzi fisici medio/alti (cani da lavoro, cani atleti) oppure in cani con problemi di osteoartrite; di seguito uno schema che riassume le modalità di utilizzo:

OSTEOARTRITE LIEVE

SOGGETTO CUCCIOLO O DI GIOVANE ETÀ E CON FATTORI PREDISPONENTI

  • Razza
  • Peso (Obesitò)
  • Patologie d’accrescimento
  • Displasie
  • Traumi
  • Esame radiografgico senza segni di OA, ma con segni di incongruenza

Paziente sintomatico o asintomatico

TRATTAMENTO INIZIALE

  • Supporto nutrizionale con UC-II®
  • Corretta alimentazione
  • Esercizio fisico costante

Follow up 30 gironi,
poi ogni 3 mesi

OSTEOARTRITE MODERATA

SOGETTO ADULTO SINTOMATICO

  • Problemi di mobilità
  • Riduzione normale attività
  • Zoppica acuta localizzata ad una o più articolazioni
  • Dolore periferico, di natura infiammatoria
  • Dolore centrale
  • Esame radiografico con segni evidenti di osteoartrite

Paziente sintomatico o asintomatico

TRATTAMENTO INIZIALE

  • FANS + supporto con UC-II®
  • Corretta alimentazione
  • Esercizio fisico costante
  • Fisioterapia

Follow up a 15, 30, 90 gironi,
Rivalutazione terapeutica

OSTEOARTRITE GRAVE

SOGGETTO ADULTO/ANZIANO SINTOMATICO

  • Problemi di mobilità persistente
  • Riluttanza al movimento
  • Zoppia evidente, con segni di riacutizzazione
  • Osteoartrite poliarticolare
  • Alterazioni comportamentali
  • Dolore periferico, di natura infiammatoria
  • Dolore centrale di natura neuropatica
  • Allodinia
  • Esame radiografico con segni evidenti di Osteoartrite e alterazione del profilo articolare

Paziente sintomatico o asintomatico

TRATTAMENTO INIZIALE

  • FANS + supporto con UC-II® + adiuvanti analgesici
  • Corretta alimentazione
  • Esercizio fisico moderato e costante
  • Fisioterapia

Follow up a 15, 30, 60, 90 gironi,
Rivalutazione terapeutica